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Plastic Free July: un’occasione di confronto!

Plastic Free July: un’occasione di confronto!

Conosci il Plastic Free July?

L’iniziativa sostenibile ed ecologica più seguita e conosciuta a livello globale è il #plasticfreejuly ovvero “luglio senza plastica”.

Dal 2011 la Plastic Free Foundation, una fondazione australiana, cerca di sensibilizzare sulla tematica dell’uso smodato della plastica usa e getta e non.

Milioni di persone in tutto il mondo partecipano all’iniziativa, con grandi risultati: 

  • 250 milioni sono state le persone che hanno partecipato nel 2021
  • 190 i paesi coinvolti
  • Una riduzione di 15 kg in media di plastica in meno per persona
  • Cosa più importante: l’86% delle persone che hanno partecipato al #plasticfreejuly hanno cambiato il loro stile di vita, prendendo nuove abitudini plastic free che poi hanno continuato ad avere anche dopo il mese di luglio!

La challenge? Semplice, il mese di luglio senza produrre rifiuti in plastica!

L’idea è quella di aiutare le tante persone che si chiedono come sia possibile ridurre il proprio impatto sull’ambiente: come riciclare e le alternative alla plastica in tanti ambiti, da quello domestico, sul lavoro, ma anche organizzando eventi e feste!

Se ci conosci, sai che noi di Ecomama siamo ovviamente sensibili all’argomento plastic free. Trovi i nostri consigli sulle alternative alla plastica nel nostro articolo: Come essere più sostenibili?

Conosci davvero la plastica?

Per una maggiore consapevolezza, è importante conoscere l’argomento: la plastica non è tutta uguale!

Ci sono 7 tipologie di plastica: ce n’è di riciclabile, di molto inquinante e di non riciclabile.

Come distinguerla? La si può riconoscere grazie al simbolo “riciclo” che trovi stampato sulla confezione, seguito dal numero che indica che tipologia di plastica è.

La plastica dal primo al sesto gruppo è ritenuta riciclabile, mentre la numero 7 no, perchè è quella più inquinante.

Plastica: le diverse tipologie e i numeri per riconoscerla

1.PET

E’ la plastica comunemente utilizzata per le bottiglie d’acqua, per le confezioni alimentari e per i contenitori che possono essere scaldati nel forno a microonde.

E’ una plastica riciclabile, anche se alcuni studi recenti dimostrano come il suo riuso possa comunque rilasciare a lungo andare particelle di antimonio, ovvero un metallo pesante e tossico.

2.PE-HD o POLIETILENE

Questa è la classica plastica delle confezioni più resistenti: shampoo e balsamo, cosmetici, detersivi vari per la casa. E’ utilizzata anche in ambito alimentare, come ad esempio come contenitore per i succhi di frutta.

È una plastica riciclabile, ma nel tempo tende a deteriorarsi e quindi a rilasciare particelle inquinanti e pericolose.

3.PVC

La si conosce perchè si utilizza molto in edilizia, ad esempio per i serramenti. Trova ampio utilizzo anche per i materiali elettrici oppure dell’industria automobilistica.

La sua caratteristica è quella di essere elastica e resistente: questa sua particolarità la rende però un materiale usato anche nell’industria alimentare come pellicola.

La cosa è pericolosa perchè nel PVC sono contenuti sostanze inquinanti e tossiche: gli ftalati.

4.PE-LD o POLIETILENE

Una tipologia di plastica ritenuta a basso rischio, utilizzata per i giochi dei bambini piccoli, per le confezioni alimentari o per i tappi delle bottiglie.

Riciclabile e poco rischiosa.

5.PP o POLIPROPILENE

Anche questa plastica viene ritenuta sicura e a basso rischio perché, come la precedente, non contiene ftalati. Viene utilizzata per contenitori di yogurt, tappi, confezioni alimentari.

La problematica legata a queste tipologia di plastiche ritenute “a basso rischio” è quella della filiera produttiva. Infatti spesso nello stesso stabilimento vengono prodotte plastiche con ftalati. 

Alcune ricerche sulle plastiche “a basso rischio” evidenziano come si trovino comunque tracce di Ftalati o di altre sostanze nocive e inquinanti.

6. POLISTIROLO

La pericolosità del polistirolo è data dalla sostanza con cui è creato, lo Stirene. Una sostanza che si trova anche in natura, ma che è stata inserita nelle sostanze ritenute cancerogene.

Quindi il polistirolo è una plastica da evitare, soprattutto se utilizzato a contatto con alimenti!

Attenzione quindi alle confezioni di cibo take away, alle confezioni delle uova e della carne.

7.ALTRE PLASTICHE NON RICICLABILI

Del numero 7 fanno parte tutte quelle plastiche che non possono essere riciclate per la tossicità delle sostanze con cui sono prodotte. 

Sia la filiera produttiva che quella di smaltimento sono inquinanti per l’ambiente e tossiche per l’uomo.

Di questa tipologia fanno parte: il nylon, la fibra di vetro, il poliuretano.

Plastica e riciclo

La conclusione è quella di stare molto attenti a che tipo di plastica acquistiamo insieme ai prodotti alimentari, cosmetici e detersivi. Controlla il numero riportato sulla confezione. 

Questo sia per una questione ecologica, se la plastica che acquisti può essere o meno riciclata, ma anche per evitare sostanze nocive per la salute.

Le alternative alla plastica

Il primo step è quello di cercare di ridurre la plastica usa e getta, cioè quella con una breve vita e utilizzata solo una volta, come confezioni, bottiglie, pellicole e oggetti quali posate, bicchieri e piatti.

Inoltre, è importante cercare di acquistare “sfuso”: pane e dolci per la prima colazione, ma anche pasta, riso, cereali e legumi.

Nei negozi specializzati puoi trovare tutto questo senza le confezioni in plastica che trovi al supermercato.

I materiali alternativi alla plastica

Bioplastica, cotone, vetro, legno, fibra di bambù. Le alternative alla plastica sono per fortuna in aumento!

Nell’ambito di questa tematica, è sempre più utilizzata la bioplastica, sia per le confezioni alimentari che per la cosmesi.

Sempre più produttori eco-bio, ad esempio, utilizzano confezioni in bioplastica, oltre che in alluminio e vetro.

Ma che cos’è la bioplastica?

Con bioplastica si intende un materiale plastico derivato non da idrocarburi fossili, come la plastica classica, ma da fonti rinnovabili e organici come frumento, mais, barbabietola o canna da zucchero.

Questo la rende, già nel momento della produzione, meno impattante sull’ambiente.

Sia perché vuol dire non dover estrarre petrolio e i suoi derivati, sia perché la sua produzione industriale emette molto meno gas serra e quindi ha meno impatto sullo strato di ozono terrestre.

Inoltre, la produzione di bioplastica spesso prevede anche un utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Purtroppo, la produzione di bioplastica è al momento ancora meno dell’1% di tutte le materie plastiche a livello globale. Questo ovviamente incide sia sul suo prezzo che sulle regole per il suo corretto smaltimento. 

Sii parte del cambiamento!

Questo è lo slogan di #plasticfreejuly ! Luglio può essere il mese per iniziare ad approcciare uno stile di vita più sostenibile, apportando qualche modifica alle tue abitudini! Le alternative ci sono!

Perchè non iniziare dall’acquisto di Spazzolini in bambù o in bioplastica, come quelli di Bambaw o de LaSaponaria?

Oppure dall’acquisto di cosmetici solidi e plastic free?

Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo: Cosmetici solidi, perchè acquistarli?

Come diciamo sempre noi Mamas, anche un piccolo gesto fa la differenza!

Buon #plasticfreejuly!

(Questo non è un contenuto di carattere medico. Per problemi specifici complessi consultare sempre uno specialista di riferimento)

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